poesiola numero 031

vivo a lecce e prego il signore tutti i giorni.
melanzane e calamari come contorni.
tratto tutti con livore.
ogni uomo in fondo in fondo è un campione in squallore.

vivo a lecce e lo dico. non me ne vergogno. anzi.
sambuca molinari. e vivo a lecce. bevo sambuca a lecce.
gesù cristo si è fermato a eboli. e non ha mai visto lecce.

non si è perso un cazzo.

lu ientu

vivo a lecce e non mi sembra una bella cosa a parte le palme, la fica e le piazze areate.

vivo a lecce anche se qui sopra c’è un ombrellone blu con la scritta ferrara caffè.
primo, a me il caffè piace solo da napoli in giù. secondo, toto cutugno. terzo reich. quarto d’altino. quinto comandamento non rubare. sesto san giovanni. settimo re di roma. ottavo nano.
nono decimo secolo.

vivo a lecce e tutto scorre.
era meglio quando pasculli scendeva sulla fascia.
perdio perdio! pasculli perdio!
i telecronisti erano bianchi in faccia quando scendeva pasculli sulla fascia.

vivo a lecce.
ho un cane nero. si chiama wuminghi.
ora devo andare.
la mia alfa sud è una macchina rurale, ma decongestionante.